UNA COSCIENZA COLLETTIVA

Lo sapevi che la notte prima dell’attacco alle torri gemelle di New York, le coscienze di tutti noi esseri umani hanno avuto un momento, come dire, di destabilizzazione?
Questo momento di “paura collettiva” è stato registrato da speciali strumenti sparsi nel mondo.
A questo punto ti domanderai: ma io sono unico e irripetibile…come è possibile che io sia “connesso” a tutti gli altri esseri umani??

Nel seguito ti spiego alcune cosette che forse ti sei lasciato indietro mentre corri come un pazzo per andare al lavoro, portare i tuoi figli (amati) a scuola, partecipare alle feste più o meno serali per non rimanere tagliato fuori dalla società che conta…cosa conta poi, non lo so e non mi interessa saperlo! 😠

Sei pronto ad approfondire il discorso della Noetica con me? Si? Allora mettiti comodo che inizio…

La prima domanda da farsi è: esiste una coscienza collettiva?

Molti credono che la coscienza operi indipendentemente da coloro che li circondano. Eppure potrebbe esserci una coscienza collettiva più vasta che funzioni su scala globale?

Il programma Princeton Engineering Anomalies Research (PEAR) ha esplorato questa domanda attraverso l’uso di dispositivi elettronici quantici noti come un generatore di numeri casuali (RNG). Quando sono in esecuzione, questi RNG devono produrre costantemente un flusso casuale di zero e uno senza errori. PEAR ha lavorato a fianco di IONS per creare una rete di 141 generatori di numeri casuali collocati in tutto il mondo.

Come dicevo prima, eventi mondiali come l’11 settembre, catastrofi ambientali ed elezioni politiche, in cui milioni di persone in tutto il mondo sono state coinvolte con forti emozioni, hanno causato cambiamenti statistici nella casualità di questi dispositivi. È interessante notare che le cifre erano troppo statisticamente significative per essere attribuite al caso e sulla base di queste evidenze, le scienze noetiche affermano che siamo tutti connessi attraverso un campo energetico intrecciato in tutto il mondo, che potrebbe effettivamente influenzare il nostro mondo materiale.

Quando ti parlo di queste cose mi passa per la mente il film Avatar.
Lo hai visto? Se si, ti sei domandato “perchè è stata scritta questa storia?” 👿 Non ti sei mai posto il problema dei film, vero? Nessuno te lo ha mai fatto osservare? Tranqui 😆 questa “roba” te la spiego in un altro post…

Se non hai visto Avatar, te lo spiego brevemente (ritranqui, non ti spoilerizzo la fine): la storia, di fantascienza, racconta di un popolo azzurro di un pianeta “lontano lontano” che è strettamente interconnesso con la natura che cura perchè è quella che gli dà vita e dell’essere umano che tenta di distruggere il pianeta per il suo sporco tornaconto…come finisce? Guardatelo!! 😆

Siamo connessi tutti, dal più buono (Papa Francesco, e non papà…i giornalisti che lo chiamano papà hanno problemi psichiatrici nel rapporto con il loro padre!!), al più cattivo (Totò Riina).
Potremmo dire che quello che viene chiamata empatia e che si sviluppa con un’altra persona non è altro se non la connessione che ci porta a collegarci istintivamente a quella persona.
Dobbiamo convincerci di ciò; se ci impegnamo a connetterci ad altri e lo facciamo sinceramente e credendoci, vedrete cose di cui non avete idea…

Un’altra domanda che ci possiamo porre è: la coscienza sopravvive dopo la morte?

Praticamente ogni essere umano nel corso della storia ha cercato di comprendere come la vita finisca e si è chiesto con insistenza cosa accade dopo questa vita? Purtroppo nessuno di quelli che sono passati dall’altro lato in forma definitiva ci ha mandato una cartolina per avvertirci di come si sta lì… 😆
Cercare questa risposta è un desiderio intrinseco incorporato nel tessuto stesso del nostro essere.

Per migliaia di anni, molti si sono rivolti a medium, santoni e sensitivi vari che sostenevano di avere accesso agli esseri dell’aldilà. Giustamente i pensatori più razionali sono sempre stati pronti ad etichettare queste abilità come assurdità senza fondamento. Eppure basterebbe osservare che noi siamo caldi (37°C di media) e che questo calore è fornito dall’energia prodotta dagli alimenti che ingeriamo. Se ci rifacciamo a Lavoisier abbiamo che “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”…allora, questa energia che ci tiene in vita e che noi alimentiamo con i cibi, dove finisce quando noi ci “spegniamo” se non si distrugge come dice Lavoisier?

Allora ci domandiamo se c’è un modo per esplorare la legittimità dei sensitivi all’interno delle stesse strutture rigorose di qualsiasi altro campo scientifico?

IONS ha collaborato con il Windbridge Institute per testare la legittimità dei canali di connessione o coloro che sono in grado di ricevere informazioni da una fonte al di fuori dei confini del nostro mondo fisico. A tal fine sono stati creati una serie di esperimenti definiti “triplo-cieco” (sono presenti tre persone che “lavorano” alla cieca) in cui un medium scelto a caso avrebbe dovuto ricevere esclusivamente il nome di una persona deceduta.
Gli è stato quindi chiesto di rispondere a 25 domande specifiche su quella persona. Lo sperimentatore, il medium e l’amato della persona deceduta non sapevano quali elementi dell’esperimento erano parte del test o del controllo, rendendo l’esperimento il più rigoroso possibile.

Si è scoperto che i medium avevano ottenuto risposte statisticamente accurate che non potevano essere attribuite al puro caso. Con i dati rigidi che supportano queste abilità psichiche dei medium, si fornisce una argomentazione convincente che aspetti della vostra coscienza sopravvivono realmente dopo la morte.

Una ultima domanda: la precognizione (ovvero la capacità di percepire eventi futuri) è reale?

Tutti abbiamo avuto intuizioni a un certo punto della nostra vita – forse è stato riguardo una decisione, una persona o un evento. Per qualche ragione, abbiamo avuto una forte intuizione su un risultato particolare che andava contro ogni ragionevole pensiero. E con nostra sorpresa, quell’intuizione alla fine si è rivelata vera.
Molti credono che questa sia stata un puro e semplice caso, ma c’è qualche base di verità che noi chiameremo precognizione?

Un esperimento di Dean Radin dello IONS è stato impostato per esplorare questo problema. I partecipanti sono stati esposti a una serie di immagini. Alcuni erano banali come trame sui mobili. Altri erano altamente emotivi come immagini grafiche di interventi chirurgici o scene di incidenti. Queste immagini emotive sono state create per scatenare una forte risposta psicologica nello spettatore, che verrebbe registrata attraverso il battito cardiaco e la conduttanza della pelle.

Ciò che è affascinante di questo esperimento è che Radin ha scoperto che gli interruttori emotivi si sono verificati leggermente prima che le immagini più raccapriccianti venissero visualizzate sullo schermo. Forse c’è un aspetto del nostro inconscio in grado di raccogliere input da un flusso di dati più ampio al di fuori del momento presente indipendentemente dalla nostra volontà.

Julia Mossbridge di IONS ha creato un esperimento simile per esplorare l’inconscio e il suo rapporto con il tempo. Ai partecipanti sono state mostrate quattro immagini separate su uno schermo e chiesto di scegliere consapevolmente quali immagini pensavano sarebbe stata quella presentata loro in futuro. Mossbridge ha scoperto che si sbagliavano la maggior parte del tempo (il che non era una sorpresa per il loro team).

Tuttavia, abbastanza interessante, la loro fisiologia prevedeva che avrebbero ottenuto l’immagine giusta o sbagliata prima di scegliere un’immagine. Significato, il loro battito cardiaco e conduttanza della pelle sembrava diverso a seconda se stavano per scegliere un’immagine che era l’immagine corretta contro l’immagine errata.

Questi esperimenti pongono un interrogativo importante: se tutti noi abbiamo le abilità non sfruttate sepolte nel profondo del nostro subconscio che è in grado di percepire gli eventi futuri, perchè non le “tiriamo fuori”?
La risposta è banale: non le tiriamo fuori perchè la società moderna, ci insegna a usare la parte razionale del nostro cervello, precludendoci la bellezza dell’intuizione, la fatalità dell’arte e della fantasia…questa società ci ha recluso in una gabbia dorata dandoci la “luce della scienza”…Grazie Galileo 👿…quanti di voi, dicendo ai genitori che volevano fare, ad esempio, il pittore, si sono sentiti rispondere di non fare il cretino e di fare una scuola che ti garantiva un lavoro sicuro…

Quando mi capita di parlare di questi argomenti ricordo la frase finale del film (capisci ammè!!) La Storia Infinita:
Gmork (il lupo nero): Sei uno sciocco e non sai un bel niente di Fantasia. È il mondo della fantasia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai sogni e dalle speranze dell’umanità e quindi Fantasia non può avere confini.
Atreyu (il giovane guerriero, avatar del giovane terrestre): Perché Fantasia muore?
Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga.
Atreyu: Che cos’è questo Nulla?!
Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo.
Atreyu: Ma perché?!
Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.
Atreyu: Chi sei veramente?
Gmork: Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l’incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla. L’ho perso nelle paludi della Tristezza. Il suo nome era Atreyu.

Dunque è importante per il Potere (e non mi riferisco agli eventuali governi che possono essere stati o sono in carica, loro sono solo dei burattini in mano al Potere) avere degli schiavi ottusi e rinchiusi in una prigione che ci sembra dorata dal momento che “possiamo fare qualsiasi cosa noi vogliamo…”, gente che non abbia fantasia, non abbia ideali o sogni…Meditate gente…meditate…Renzo Arbore negli anni ’90 beveva una birra…però la birra fa ingrassare…vabbè vedi tu…però che sia bella fresca e italiana 😉

C’è però l’ultima domanda che ti ronza in testa, vero? 😆 Le connessioni tra due persone che si amano trascendono la distanza fisica?

Se sei mai stato innamorato, conosci in prima persona quanto può essere potente questa sensazione. È stata la fonte di alcune delle più grandi opere letterarie, musicali e artistiche mai create. Migliaia nel corso della storia sono morti per questa sensazione. Eppure la connessione stessa può trascendere la distanza fisica?

Lo psicologo Charles Tart ha organizzato una serie di esperimenti famosi che hanno esplorato questa misteriosa connessione. Coppie di volontari legati emotivamente erano separate l’una dall’altra e collegate a dispositivi EEG per misurare l’attività cerebrale. Una persona è stata quindi esposta a determinati stimoli randomizzati come lampi di luce. Quando ciò accadeva era un picco nell’attività cerebrale da parte dell’altra persona.

Duane e Thomas Behrendt hanno condotto un esperimento con gemelli identici misurando anche l’attività cerebrale. Gli sperimentatori hanno separato serie di gemelli e hanno chiesto ad un gemello di chiudere gli occhi, il che innalza naturalmente l’attività cerebrale alfa. Quando ciò accadde, Duane e Behrendt trovarono un corrispondente aumento dell’attività alfa nell’altro gemello.

Hai mai ricevuto una telefonata da una persona cara e hai avuto la sensazione di chi fosse, anche prima di aver visto il nome della persona sullo schermo del telefono? Rupert Sheldrake ha organizzato una serie di esperimenti per scoprire se i partecipanti potevano prevedere chi (su 4 persone) li stava chiamando. Indovinare il chiamante corretto sarebbe del 25% per puro lavoro di supposizione. Tuttavia, Sheldrake ha riscontrato che il tasso medio di successo è del 42% (ben al di sopra delle possibilità statistiche).

A me capita quando chiama una mia zia, sorella di mio padre scomparso nel 2012…non so quando chiama, ma quando sento squillare il telefono dico ancora prima di alzare la cornetta “questa è zia” e ci prendo in 90 casi su 100…
D’altro canto anche Paperino e i nipotini riconoscono lo squillo delle chiamate di Zio Paperone 😆

Ok, ora basta, ti ho dato parecchia roba su cui ragionare. Pensa e osserva ciò che ti circonda e ciò che accade a te e a coloro che ti circondano…

In un prossimo post ti parlerò dei film e di alcuni libri e del perchè sono stati prodotti 😉

Ciao 🙂

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